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Arabia Saudita e' membro della Commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite.
Denuncia
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EDUARDO GALEANO: TROFEI
"Il manifesto" del 3 febbraio 2002
1. Nonostante i terroristi che nascono, con certa frequenza, sulle sue sacre
sabbie, l'Arabia Saudita e' il principale bastione dell'Occidente nel
Medioriente. Una monarchia democratica: ogni giorno vende agli Stati Uniti
un milione e mezzo di barili di petrolio, a basso prezzo, e ogni giorno gli
compra armi, a prezzo elevato, per dieci milioni di dollari. Una monarchia
che ama la liberta': proibisce i partiti politici e i sindacati, decapita o
mutila i suoi prigionieri allo stile talebano e non permette che le donne
guidino la macchina ne' che viaggino senza il permesso del marito o del
padre. Da maggio del 2000 l'Arabia Saudita e' membro della Commissione dei
diritti umani delle Nazioni Unite.
2. Questo riconoscimento internazionale ai meriti dell'Arabia Saudita, che
fa cosi' tanto per i diritti umani dei suoi cinquemila principi, mi
incoraggia a proporre altre ricompense. Per esempio, si potrebbe
perfettamente concedere la Coppa Mondiale della Democrazia Rappresentativa
all'impresa petrolifera Unocal degli Stati Uniti. Prima di trovare lavoro
come presidente dell'Afghanistan, l'elegante Hamid Karzai lavorava per
l'impresa e altrettanto faceva Zalmay Khalilzad, che adesso e' delegato del
governo di Washington a Kabul. La pioggia di missili che ha spazzato via la
tirannia dei taleban, ha aperto la strada alla democrazia rappresentativa
dei rappresentanti di Unocal, che stanno gia' cominciando a realizzare il
loro vecchio progetto: il gasdotto che permettera' l'uscita verso Occidente
del gas dal Mar Caspio, attraverso il territorio afgano.
3. Numerosi candidati avrebbe, suppongo, il premio latinoamericano a Mani
Pulite. Un finale testa a testa: sono molti i governanti che hanno incassato
molto per i servizi prestati ai loro paesi in questi ultimi anni della
grande lotteria delle privatizzazioni. Raul Salinas, fratello di quello che
fu il presidente del Messico, veniva chiamato "signor Quindici per Cento".
Carlos Menem creo' una Segreteria degli Affari Speciali per incassare le sue
commissioni. Il figlio del presidente equadoriano Abdala' Bucaram fece una
festa per festeggiare il suo primo milione. Con cio' che venne trovato in
uno dei conti di Vladimiro Montesinos, braccio destro del presidente
peruviano Fujimori, si sarebbero potute costruire cinquecento scuole. Mentre
era sindaco di Managua e presidente del Nicaragua, Arnoldo Aleman, che vale
tanto oro quanto pesa, aumento' la sua fortuna da ventiseimila dollari a 250
milioni, secondo quanto dichiaro' il suo ambasciatore presso l'Unione
Europea, che i suoi affari li conosce bene. Che sia stato per questo che
Ronald Reagan dissanguo' in una lunga guerra uno dei paesi piu' poveri del
mondo?
4. Ho anche l'ardire di suggerire che si premi l'impresa Daimler-Chrysler
con il trofeo alla Responsabilita' Sociale. L'anno scorso, nel Forum di
Davos, che e' qualcosa come il Forum di Porto Alegre al contrario, un
dirigente della Daimler-Chrysler pronuncio' il discorso piu' applaudito.
Juergen Shrempp commosse gli intervenuti esortando ad assumersi la
"responsabilita' sociale delle imprese nel mondo di oggi". Di oggi, disse.
Il giorno dopo, la sua impresa butto' fuori ventiseimila lavoratori.
5. Per continuare con le felicitazioni, credo che George W. Bush merita un
Premio all'Onesta' Involontaria. Come si sa, il presidente dell'umanita' ha
alcuni problemi con la bocca. Nonostante i consigli di sua madre, a volte si
dimentica di masticare prima di mandar giu' e gli va di traverso un pretzel
marca Enron. Spesso s'ingarbuglia con le parole che dice e allora dice
quello che pensa davvero. Il 2 marzo dell'anno scorso Bush dichiaro':
"Voglio comunicare questo equivoco messaggio al mondo: bisogna aprire i
mercati". Messaggio equivoco, come ha detto bene. Negli Usa, mercato chiuso,
negli ultimi 5 anni si sono moltiplicati per 7 i sussidi agricoli. E allo
stesso tempo, nei paesi del sud del mondo, mercati aperti, milioni di
contadini sono stati condannati a vivere come la lumaca, che puo' passare un
anno senza mangiare.
6. Il premio all'Impunita' del Potere dovrebbe toccare alla rivista
Newsweek. Un paio di mesi dopo il crollo delle torri, ha pubblicato un
articolo di una stella del giornalismo, Jonathan Alter, che senza peli sulla
lingua raccomanda la tortura. Il giornalista si guadagna il trofeo
sviluppando le idee di Bush, che aveva avvertito: d'ora in poi, tutto e'
lecito. Il giornalista non lo dice, perche' questo non si dice, ma la guerra
contro Satana e la guerra contro il terrorismo non hanno niente di nuovo
come alibi per esercitare il terrore di stato. Dai carnefici
dell'Inquisizione fino ai militari che impararono a torturare nella Escuela
de las Americas, si sa che la tortura non e' molto efficace per strappare
informazione, ma e' efficacissima per seminare il panico.
7. Il premio al Dinamismo dell'Economia dovrebbe essere assegnato
all'industria della paura. Adesso che si privatizza tutto, si privatizza
anche l'ordine. La delinquenza cresce e spaventa. In Brasile, per esempio,
le imprese private di sicurezza costituiscono un esercito cinque volte piu'
numeroso delle forze armate. Sommando gli impiegati legali e illegali,
arrivano al milione e mezzo. Questo e' il settore piu' dinamico
dell'economia nel paese piu' ingiusto del mondo. Una spietata catena
produttiva: il Brasile produce ingiustizia che produce violenza che produce
paura che produce lavoro.
8. Bisognerebbe appuntare la Medaglia al Merito Militare sul petto del
pensionato Norberto Roglich. Accaduto in Argentina, all'inizio di
quest'anno. In piena guerra contro la gente, le banche avevano confiscato i
risparmi. Roglich, in pensione, malato, disperato, ha assaltato una fortezza
finanziaria. Nel pugno stringeva una granata: "O mi date il mio denaro o
saltiamo tutti per aria". La granata era giocattolo, ma gli hanno restituito
il suo denaro. Dopo e' stato arrestato. L'accusa ha chiesto da otto a sedici
anni di carcere: per lui, non per la banca.
9. Per me non c'e' dubbio. Il trofeo delle Scienze Sociali deve andare a
Catalina Alvarez-Insua. Lei ha definito la poverta' meglio di chiunque
altro: "Poveri sono coloro che tengono la porta chiusa". Se si applicasse il
suo criterio, bisognerebbe correggere i calcoli: i poveri del mondo sono
molti di piu' di quelli che dicono le statistiche. Catalina ha tre anni.
L'eta' migliore per affacciarsi al mondo e guardare.


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